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domenica 19 maggio 2013

Ghignagatto


"Caro Ghignagatto....- cominciò a parlargli Alice con la timidezza di chi è senza vestiti e non se ne vergogna minimamente; comunque egli fece un ghigno più grande. "Ecco, gli piace" pensò Alice e continuò :" Vuoi dirmi, per piacere, se non vuoi che ti strappi la coda, da che parte devo andare adesso?".
"Giocherei molto piano con la mia coda se fossi in te mia cara, potresti farti male", rispose il Gatto.
"Una coda è una coda non vedo che cosa ci sia di pericoloso." riprese Alice come per spiegarsi meglio.
"Oh certo che è una coda ma è anche qualcos'altro e se continui ad accarezzarla in quel modo sensuale ti accorgerai di cosa è capace" - disse il Gatto mostrandole un grande e lascivo sorriso di compiacimento.
"Tu sei matto" le rispose Alice
"Intanto, - disse il Gatto - un cane non è matto. Lo ammetti?"
"Bene, - continuò il Gatto - un cane ringhia quando è arrabbiato, e scodinzola quando è contento. Ora io brontolo quando sono contento e scodinzolo quando sono arrabbiato. Quindi non sono matto":
"Io direi fare le fusa e non brontolare" disse Alice.
"Dì come ti pare. - rispose il Gatto - l'importante è che rallenti le tue carezze alla mia coda perche oh!....oh!....oh!.....miaaaaaaaaaaaoooooooooooooo!" - disse il gatto godendo.


P.S. Libero adattamento (di un pazzo) dal libro "Alice nel paese delle meraviglie"



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I significati nascosti di "Alice nel paese delle meraviglie"



domenica 17 marzo 2013

Il deserto dei tartari

In una bellissima mattina di settembre ancora una volta Drogo, il capitano Giovanni Drogo, risale a cavallo la rapida strada che dalla pianura mena alla Fortezza Bastiani. Ha avuto un mese di licenza ma dopo venti giorni già e ne ritorna: la città gli è oramai diventata completamente estranea, i vecchi amici hanno fatto strada, occupano posizioni importanti e lo salutano frettolosamente come un ufficiale qualsiasi. Anche la sua casa, che pure Drogo continua ad amare, gli riempie l'animo, quando lui ci ritorna, di una pena difficile a dire. La casa è quasi ogni volta deserta, la stanza della mamma è vuota per sempre, i fratelli sono perennemente in giro, uno si è sposato e abita in una diversa città, un'altro continua a viaggiare, nelle sale non ci sono più segni di vita familiare, le voci risuonano esageratamente, e aprire le finestre al sole non basta.

Così Drogo ancora una volta risale la valle della Fortezza ed ha quindici anni da vivere in meno. Purtroppo egli non si sente gran che cambiato, il tempo è fuggito tanto velocemente che l'animo non è riuscito ad invecchiare. E per quanto l’orgasmo oscuro delle ore che passano si faccia ogni giorno più grande. Drogo si ostina nella illusione che l'importante sia ancora da cominciare. Giovanni aspetta paziente la sua ora che non è mai venuta, non pensa che il futuro si è terribilmente accorciato, non è più come una volta quando il tempo avvenire gli poteva sembrare un periodo immenso, una ricchezza inesauribile che non si rischiava niente a sperperare.
Eppure un giorno si è accorto che da parecchio tempo non andava più a cavalcare sulla spianata dietro la Fortezza. Si è accorto anzi di non averne nessuna voglia e che negli ultimi mesi (chissà da quanto esattamente?) non faceva più le scale di corsa a due a due. Sciocchezze, ha pensato, fisicamente si sentiva sempre lo stesso, tutto stava a ricominciare, non c'era dubbio; una prova sarebbe stata ridicolmente superflua.
No, fisicamente Drogo non è peggiorato, se riprendesse a cavalcare e a correre su per le scale sarebbe benissimo capace, ma non è questo che importa. Il grave è che lui non ne sente più la voglia, che lui preferisce dopo colazione starsene a sonnecchiare al sole piuttosto che scorazzare su e giù per la spianata sassosa. E' questo che conta, solo questo registra gli anni passati.
Oh, se ci avesse pensato, la prima sera che fece le scale a un gradino per volta! Si sentiva un pò stanco, è vero, aveva un cerchio alla testa e nessun desiderio della solita partita a carte (anche in precedenza del resto aveva qualche volta rinunciato  a salire le scale di corsa per via di malesseri occasionali). Non gli venne il più lontano dubbio che quella sera fosse molto triste per lui, che su quei gradini, in quell'ora precisa, terminasse la sua giovinezza, che il giorno dopo, per nessuna speciale ragione, non sarebbe più ritornato al vecchio sistema, e neppure dopodomani, né più tardi, né mai.

brano tratto da IL DESERTO DEI TARTARI di Dino Buzzati

P.S. Uno dei miei libri preferiti.



lunedì 28 gennaio 2013

Generazione 2.0

 

E così alla fine il nulla riuscì a partorire la Generazione 2.0.
Non era stato facile, ma alla fine dopo anni ed anni l' indottrinamento via web aveva dato i suoi frutti, le giovani generazioni avevano abbandonato la penna in favore del mouse, la memoria in favore dei motori di ricerca, l'intelligenza in favore di una cosa che senza energia non sarebbe mai esistita.
Una macchina, con una capacità di calcolo elevata con uno o più processori, dischi rigidi veloci, speciali banchi di memoria, una o più schede di rete con elevato transfer rate, e un bel po' di ventole di raffreddamento alimentato da un sistema binario avevano modificato il modo di pensare dell'essere umano.
L'umanità credeva che la sua fine sarebbe avvenuta tramite una guerra o una pestilenza senza accorgersi che lentamente stava già morendo.

A proposito, l'avete già provata l'ultima applicazione di WinGoogApple? Cazzo, che figata!



domenica 6 gennaio 2013

Baldo, Mel e Gas


disegno liberamente ispirato da "Il Paradiso in terra" contenuto nel libro BAR SPORT DUEMILA  di Stefano Benni di cui trovate la prima pagina qui sotto:

Nel silenzio del deserto, tre uomini col mantello cavalcavano tra le dune imbiancate di luna. 
- Vi dico che dobbiamo andare di là, - disse Baldo - verso la stella El-Daneb. 
- Neanche per sogno, - disse Gas - la direzione è Ovest, bisogna seguire l'Orsa minore. 
- Ragazzi, - disse il Nero - io sono l'unico che è già stato in quel posto. Perciò non litigate e seguitemi. Mezzo miglio a Nord, proprio sotto la luna. 
Baldo e Gas sbuffarono e deviarono le loro cavalcature. 
- Spero che tu abbia ragione, - disse Gas - è tre giorni che viaggiamo, ho il culo livido e ho più sete di un cammello bucato. 
- Ehi Nero, davvero sei già stato laggiù? - chiese Baldo. 
- È proprio come raccontano le leggende? 
Il Nero socchiuse gli occhi e si passò la mano sulla barba, facendo schioccare le labbra. 
- Non sono leggende! Non c'è delizia uguale in tutto l'oriente. Là, dove finisce il deserto, sboccia un'oasi. Palme, aranci, cedri, orchidee, gigantesche foglie di basilico, laghi d'acqua limpida pieni di ninfee, salamandre e pesci prelibati. E d'ingresso c'è un'insegna, illuminata dalle torce, che dice: 

Il Paradiso in Terra 
è qui per te, viandante. 




domenica 30 dicembre 2012

Viaggio su Marte


Festeggia anche tu questo capodanno con un viaggio low cost tutto compreso su Marte, se mandi un amico/a sul pianeta rosso puoi avere fino a 50 euro di sconto sul costo del biglietto.
Non perdere questa fantastica offerta per rendere il tuo prossimo anno migliore di quello passato.

P.S. Qualsiasi riferimento nel disegno ad Alessia, Marco e Claudio è puramente casuale.:-)


Pulci è © copyright di Claudio Cardinali